L'alias novies
L'Arma del Doppio Lignaggio: L'Anima Colta e l'Anima Vernacola degli Xompero "Venexiani" e degli Zompero di Piana
L’araldica non è mai stata mera decorazione, bensì il linguaggio visivo attraverso cui una stirpe cristallizza la propria essenza. Lo stemma Alias 9 costituisce una macchina filosofica di sintesi ontologica, il compimento di una ricerca durata trent'anni, nata dall'eco profonda delle memorie tramandate dal nonno Benedetto Zompero (1927–2009) e culminata nel ritrovamento del blasone primigenio presso l'antica Chiesa di San Pietro Vecchio a San Pietro Mussolino. Tale emblema risolve nel segno la dialettica tra due anime ereditarie: quella colta, di matrice arcadica degli antichi Xompero "Venexiani", e quella che Giambattista Xompero/Zompero (1816–1872) — figlio di Michelangelo Zompero e Domenica Rancan, figura centrale e uomo di tempra eccezionale, pronipote del Notaio Giovanni Silvio Slavina e discendente dell'Arciprete Don Simon Xompero (1693-1764) — preservò come profondamente aristocratica nonostante la contingenza dei mezzi.
La Genesi dell'Antico: Il "Logos" tra Storia ed Etimologia
La componente più remota del blasone trova la sua chiave di lettura in un'operazione di etimologia visiva di gusto arcadico. La Torre con la fiamma è la rappresentazione araldica del cognome originario Xompero, interpretato dagli antenati attraverso una raffinata crasi di derivazione ellenica: Zone (cinta muraria) e Pyros (fuoco). Questa "cinta muraria di fuoco" erge il blasone a baluardo di una discendenza che affonda le radici nella cultura umanistica e in un lignaggio antico che unisce le stirpi Dalla Valle, Slavina e Xompero "Venexiani". Tale dignità rappresenta un diritto di sangue nativo, una consapevolezza di nobil sangue custodita gelosamente attraverso i secoli.
L'Aristocrazia di Giambattista: Una Scelta Brillante di Dignità
Giambattista, pur conscio del retaggio ancestrale, compì una scelta brillante e strategica al momento dell'insediamento a Piana di Valdagno. È in questo frangente che il cognome subisce una mutazione: dalla forma originaria Xompero, la grafia vira verso la Z a causa dell'errata trascrizione del parroco locale; è in questo contesto che avviene la genesi dello stemma. Senza ripudiare l'antico, Giambattista scelse di forgiare l'identità della famiglia in un ambiente nuovo, creando un'insegna d'espressione locale che ne sancisse il prestigio. Autoproclamatosi "Nobile Zompero di Piana", egli trasformò la propria posizione in una verità indiscutibile. Seguendo l'esclusiva consuetudine della famiglia Slavina — che soleva marcare il proprio prestigio incidendo gli stemmi sul mobilio — fece scolpire la sua arma di matrice territoriale su una cassapanca. Il Pero divenne la sua arma parlante: la risposta "zò un pero" (giù un pero), gioco di parole sulla pronuncia Zompero, fu l'atto di sfida di un uomo che riaffermava la sua nobiltà con il motto Post Fata Resurgo. È fondamentale sottolineare che questa creazione di Giambattista è un'arma di schietta impronta vernacola, espressione autentica e colta del territorio, da distinguersi da qualsiasi accezione riduttiva.
Il Percorso dell'Insegna: Dalla Ricerca Sacra alla Pietra Avita
La perdita della cassapanca originale segnò un momento drammatico: nel 1974, un astuto antiquario vicentino, approfittando della vulnerabilità della bisnonna Rosa de Franceschi (1895–1975) — sposa di Benedetto Archilio Zompero (1885–1960) — si appropriò del mobile. Tale sottrazione costituì un trauma profondo. Fortunatamente, l'insegna era già stata trasposta dal bisnonno Benedetto Archilio sull'antico anello Chevalier, passato poi in eredità a Benedetto Zompero (1927–2009), il quale lo riservò espressamente per l'attuale successore della stirpe. Il furto dell'originale è avvenuto all'inizio del 2020 presso un'abitazione di proprietà di quest'ultimo a Vicenza; dell'accaduto esiste regolare denuncia formale sporta presso l'Arma dei Carabinieri, a garanzia della veridicità e della trasparenza della cronistoria. Sebbene il cimelio sia stato sottratto, la sua riproduzione fedele ne garantisce la continuità. È doveroso specificare che lo stemma tuttora visibile nella dimora avita di Contrada Soldà è quello storico di matrice territoriale creato da Giambattista; tuttavia, l'odierno rappresentante del casato, in qualità di titolare e scrivente, già Xompero "Venexiani", adotta oggi un nuovo stemma inquartato: il blasone definitivo in cui l'anima colta di matrice arcadico erudita e quella d'espressione dialettale del Pero si fondono in una sintesi perfetta.
Sintesi e Continuità: Il Nuovo Sigillo della Stirpe
L'Alias 9 rappresenta il traguardo di un cammino esistenziale. Questo stemma inquartato costituisce il sigillo inviolabile che, da questo momento, rappresenta l'autorità del casato. La vera nobiltà, tramandata di padre in figlio, risiede nell'animo e nella fedeltà alle proprie radici. L'insegna, che integra l'aristocrazia dell'intelletto con la saggezza vernacola della terra, viene adottata e registrata ufficialmente nel Registro Araldico Italiano dallo scrivente in data 16 luglio 2026, giorno del suo 41esimo compleanno e solennità della Beata Vergine del Carmelo. Essa resta il baluardo di una stirpe che ha saputo integrare l'aristocrazia dell'intelletto con l'animo delle proprie origini, riaffermata per sempre attraverso il segno incancellabile del proprio stemma lapideo e del nuovo, perfetto sigillo della stirpe.
Dott. Andrea Zompero di Piana già Xompero "Venexiani", Castelgomberto, il XVI Luglio MMXXVI
Dichiarazione d'intenti:
L'autore adotta la presente dicitura a ripristino della forma cognominale originaria, alterata da erronea trascrizione parrocchiale del XIX secolo. L'insegna araldica inquartata, registrata presso il Registro Araldico Italiano, sancisce la sintesi definitiva tra il retaggio arcadico del lignaggio Xompero e l'aristocrazia vernacola della stirpe di Piana.