USI E CONSUETUDINI

Nelle registrazioni del Registro Araldico Italiano, possono anteporre al proprio nome Don o Donna:

a) tutti i capi delle casate italiane iscritte negli elenchi nobiliari ufficiali, nonchè i discendenti di queste famiglie aventi diritto ai rispettivi titoli;

b) coloro che hanno questo appellativo sugli atti di stato civile;

c) coloro che hanno questo appellativo sui certificati di conferimento di onorificenze, benemerenze o appartenenza a sodalizi di carattere cavalleresco o nobiliare, in cui sono richiesti i quarti nobiliari e che sono riconosciuti almeno da uno stato sovrano.

Tra i sodalizi sono inclusi lo SMOM e tutti gli ordini cavallereschi di dinastie regnanti, nonchè i loro sistemi premiali, le loro benemerenze e le loro onorificenze.

Per araldica domestica il Registro Araldico Italiano intende l’araldica dedicata o “applicata” agli animali domestici, che tanta importanza ricoprono nella vita degli uomini e che sono parte integrante di una famiglia.

L’araldica domestica comprende gli stemmi canini, gli stemmi felini, quelli equini e così via.

Lo stemma consiste in uno scudo accollato ad una cintura o un collare, da cui pende un medaglione; se la famiglia è nobile il medaglione e lo scudo sono sormontati dalla corona nobiliare.

I sostegni saranno gli animali a cui lo stemma è dedicato, ovvero due cani, due felini, due cavalli e così via, che si ergeranno da una campagna o altro supporto ad essi connesso.

Lo stemma in pratica riporterà la stessa arma del padrone dell’animale ed oltre ad essere inserito nello statuto araldico, può essere usato in occasione di gare, stesura di alberi genealogici od altre occasioni in cui lo stemma può essere utile o essere esibito. Potrà essere altresì rappresentato sul collare, sulla medaglietta, sulla sella, sulla cuccia o sugli indumenti dell’animale.

L’emblema sarà aggiunto alla registrazione dello stemma familiare del proprietario dell’animale.

Qui sotto si riporta un esempio di stemma canino.

Come è possibile notare, in alcune registrazioni di emblemi o alberi genealogici del RAI, vengono inseriti nell’alias dell’intestatario titoli vari, a volte accompagnati da predicati; fino al 13 maggio 2020 era possibile inserire dopo il nome ed il cognome titoli, predicati o soprannomi come alias, ma oggi non è più possibile.

 

Chi gode di titoli nobiliari concessi o riconosciuti da autorità ufficiali, ovvero di stati con giurisdizione nobiliare, può registrare i propri emblemi nella parte storica o nella sezione Stemmi con Decreto del RAI.

Nelle comunicazioni private, i titoli (nobiliari e cavallereschi) saranno usati solo con quegli gli italiani che hanno lo stemma registrato nella sezione storica o che hanno ricevuto un titolo nobiliare da uno stato monarchico o un titolo cavalleresco da un ordine riconosciuto da uno stato sovrano.

Per quanto riguarda gli appellativi militari, essi vengono usati solo per i militari in carriera, non per quelli in riposo; a cui spetteranno appellativi civili o cavallereschi, se in possesso di essi.

Il curatore del RAI consiglia di inserire corone, elmi, sostegni ed altri elementi araldici nobiliari solo nel caso il titolo nobiliare sia chiaramente acclarato e magari censito in un armoriale ufficiale del proprio paese e quindi consiglia di astenersi ad usarli come ornamento o riferimento a conferimenti privati.

Le corone, gli elmi ed i supporti sono riservati ai nobili, i borghesi possono inserire l’elmo da borghese sormontato da tre piume sopra.

ARME CONIUGALIS

ARME FEMMINILI

GALATEO ARALDICO