FAQ

In questa pagina sono elencate e discusse le FAQ, ovvero le domande più riccorenti al RAI e tutto quel che riguarda la registrazione, l’uso e la tutela degli emblemi.

Se avete domande, dubbi o curiosità riempite il modulo sottostante e, se pertinenti, saranno aggiunte in questa pagina insieme alla relativa risposta.

REGISTRAZIONI

No, a parte che oggi in Italia non ci sono leggi che regolano la materia araldica, anche in epoca monarchica tutti avevano diritto ad uno stemma

Si, sia famiglie, che enti, che professionisti o società, possono registrare lo stemma; sia ecclesiastici, che civili, che militari. 

L’emblema in oggetto, compilare l’autocertificazione e provare la propria identità in uno dei modi previsiti dal regolamento

Non ci sono limiti. Dopo il primo stemma gli altri emblemi sono chiamati alias

Insegne, imprese, ex libirs, sigilli, monogrammi, vessilli, livree e tartans.

E’ possibile conoscere la lista completa leggendo l’apposita guida 

Lo stemma viene registrato dallo Studio Araldico Pasquini su un archivio cartaceo e digitale, che ha dato vita all’opera cartacea Registro Araldico Italiano.

Con un pagamento elettronico, con la firma autenticata sull’autocertificazione, con la firma digitale sull’autocertificazione, inviando l’autocertificazione tramite posta elettronica certificata o tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno (in questo caso bisogna allegare un documento di identità).

Si, si può utilizzare sia lo stemma paterno che materno o partirli o inquartarli fra loro.

Questa abitudine segue anche la recente sentenza della Corte Costituzionale dell’8 novembre 2016, pubblicata il 21 dicembre 2016, n. 286, in caso di accordo tra i genitori al momento della nascita i genitori hanno diritto a registrare il neonato con il doppio cognome, con il cognome materno che segue quello paterno.

No, la registrazione ha solo un costo una tantum; si pagano solo gli aggiornamenti, ovvero le aggiunte di altri emblemi o di allegati

CARATTERISTICHE DEGLI EMBLEMI DA REGISTRARE

Può essere sia gotico, che sannitico, che di altre fogge. Non ci sono forme vietate, ma si consiglia di consultare la lista è elencata nel modulo di ricerca avanzata, alla seconda voce, dopo che si seleziona stemma (tipo di).

Acciaio, Al naturale, Arancio, Argento, Azzurro, Brunito, Carnagione, Cielo, Cielo, Contravaiato, Contravaio, Contravajo potenziato, Contrermellino, Cremisi, Diaprato, Ermellinato, Ermellino, Gran vajo, Morato, Nero, Oro, Piumettato, Porpora, Rosso, Sanguigno, Seminato, Squamato, Tanné , Vaiato, Vajo potenziato, Verde

Corona, Elmo, Cimiero, Cercine, Piume o penne, Lambrecchini, Tenenti, Sostegni, Supporti, Motto, Decorazione cavalleresca, Distinzioni di dignità e contrassegni d’onore, Stemmuli, Trofei, Decorazioni, Ornamenti

Si, di solito solo i nobili utilizzavano elmi, corone, mantelli e sostegni (anche secondo l’ultimo Codice Araldico-Nobiliare del Regno d’Italia), ma per esempio i borghesi possono inserire anche un elmo con tre piume. Se non si hanno titoli nobiliari riconosciuti si consiglia di non inserire corone. I sostegni possono anche essere di ornamento secondario. I cavalieri possono aggiungere le decorazioni rispettando i privilegi araldici dell’ordine di cui fanno parte.

Uno stemma può contemplare numerosi riferimenti da rappresentare: il cognome, il soprannome, un mestiere, un’arte, una professione,  l’origine geografica, possedimenti, fatti storici e molto altro.  

Il motto è una parola, una frase o un insieme di parole che può racchiudere una virtù di famiglia, un’ideale a cui ispirarsi, un obiettivo, un fatto storico o altro.

Le brisure vanno esclusivamente negli stemmi di famiglia.

Il 19 febbraio 2016 il RAI, in conformità alle regole convenzionali dell’araldica, decise di considerare irregolari gli stemmi che sullo scudo pongono metallo su metallo, colore su colore, pelliccia su pelliccia, aggiungendo il tag Arme irregolari a tutte le registrazioni in cui questa regola non fosse stata rispettata.

Dal 4 novembre 2019, anche a causa delle lamentele dei registranti, che considerano inappropriata, se non addirittura offensiva la definizione di irregolari gli stemmi che non rispettano l’antica regola cromatica, decide di non considerare più questa regola, ormai desueta ed inutile e di rimuovere appena possibile il relativo tag dalle registrazioni interessate.

A parte che oggi non tutti rispettano più questo dogma, ma ci sono molti esempi di stemmi in cui questa regola “aurea” non viene rispettata e che non sono considerati irregolari: se per esempio si considera che la maggior parte degli stemmi comunali hanno lo sfondo azzurro con elementi naturali di verde (montagne, terrazzi, campagne, alberi, etc) sopra si capisce quanto poco è rispettata.

TITOLI ED APPELLATIVI

E’ concesso l’appellativo riconosciuto dal paese di appartenenza o di provenienza

Nell’intestazione, dopo nome e cognome, saranno aggiunti anche i seguenti titoli nobiliari:

i) quelli concessi o riconosciuti dal Regno d’Italia;

ii) quelli concessi o riconosciuti negli ultimi 150 anni da uno stato con giurisdizione nobiliare;

iii) quelli concessi e riconosciuti dalle ex case sovrane regnanti nel 1860 e mai registrati in elenchi ufficiali (Savoia, Borbone, Asburgo-Lorena, Asburgo, Borbone-Parma, Austria-Este o Vaticano);

iv) quelli riportati sull’Annuario della Nobiltà Italiana.

Sono considerati conferimenti privati e quindi non saranno menzionati, ma possono essere registrati sul Registro dei Titolati Italiani.

Attualmente nessun ordine è nobilitante

Ha diritto al titolo di patrizio o nobile e può anteporre davanti al nome le iniziali N.H.

Saranno riportati nell’intestazione solo i titoli cavallereschi di ordini riconosciuti almeno da uno stato, dall’ICOC o quelli delle ultime case sovrane del periodo pre-unitario; saranno riconosiuti anche gli ordini concessi da una ex casa sovrana pretendente il cui status è riconosciuto da un lodo arbitrale.