REGISTRAZIONE N. 1146
DATA DI REGISTRAZIONE
11 ottobre 2026
PERSONAGGIO STORICO
Sir John Hawkins
STEMMA
Scudo: gotico
Arma: di nero, al mare in punta, accompagnato da un leone passante d’oro, sormontato da tre bisanti in fascia dello stesso
Cimiero: un mezzo moro al naturale, legato e prigioniero, con anelli d’oro alle braccia e alle orecchie
1. Il Contesto Storico e la Concessione Regia (L’Origine)
John Hawkins (1532–1595) fu un celebre navigatore, corsaro e amministratore della Royal Navy. Fu, soprattutto, il primo mercante inglese a rompere il monopolio spagnolo e portoghese sulla tratta degli schiavi. Tra il 1562 e il 1569, Hawkins compì tre grandi spedizioni in cui rapì o acquistò africani sulle coste della Guinea per poi rivenderli con la forza nei possedimenti spagnoli nei Caraibi e in Sud America.
La straordinaria ricchezza generata da questi viaggi e la sfida geopolitica lanciata all'Impero Spagnolo gli valsero il favore personale della regina Elisabetta I. Per celebrare questi successi e "nobilitare" le sue imprese, la Corona inglese gli concesse due importanti onorificenze araldiche (registrate dal Garter King of Arms Gilbert Dethick):
Nel 1565: Lo scudo con il leone d'oro e i bisanti.
Nel 1569: L'aggiunta del celebre e problematico cimiero con il moro prigioniero, concesso in seguito al suo terzo e tormentato viaggio (noto anche per la battaglia di San Juan de Ulúa).
2. Esegesi degli Elementi dello Scudo
Il Campo di Nero (Sable): Nell’araldica inglese, il nero può simboleggiare la costanza, la saggezza o la gravità delle imprese, ma in questo caso funge anche da sfondo di forte contrasto per valorizzare gli elementi dorati e la base marittima.
La campagna ondata d’argento e d’azzurro (on a point wavy): È l’archetipo araldico del mare. Simboleggia le eccezionali imprese marittime di Hawkins, i suoi lunghi viaggi transoceanici e il suo legame indissolubile con l’oceano.
Il leone passante d’oro (a lion passant or): Il leone è il simbolo per eccellenza della Corona inglese, del coraggio e della forza. Posto "passante" (in cammino), indica una forza attiva e vigilante. Che sia d'oro e che cammini direttamente "sopra il mare" celebra la capacità di Hawkins di imporre il potere e la sovranità inglese sui mari.
I tre bisanti d’oro (three bezants in chief): I bisanti sono antiche monete d'oro (il cui nome deriva da Bisanzio). In araldica, rappresentano la ricchezza, il successo commerciale, la generosità o l’aver finanziato/compiuto grandi imprese. Nel caso di Hawkins, sono un riferimento esplicito all’enorme fortuna finanziaria accumulata e portata in Inghilterra grazie ai suoi commerci (e alle sue razzie).
3. Esegesi del Cimiero: Il "Moro" Prigioniero
L’elemento più dibattuto e storicamente denso è il cimiero (crest): «un mezzo moro al naturale, prigioniero e legato con anelletti d'oro alle orecchie e alle braccia».
La figura del "Moro" (Moor): Nell’araldica europea del XVI secolo, il termine "Moro" veniva usato in modo generico per indicare persone di origine africana o nordafricana (e spesso, per estensione, non cristiane).
"Prigioniero e legato" (bound and captive): Nella mentalità elisabettiana, questo simbolo non era percepito con la sensibilità odierna, bensì come un trofeo di sottomissione e di trionfo. Rappresenta letteralmente la cattura, il controllo e la vendita forzata delle popolazioni africane della Sierra Leone e della Guinea. È la glorificazione visiva della tratta: Hawkins veniva celebrato per aver "dominato" e sottomesso territori e popolazioni ritenuti ostili o "infedeli", a vantaggio della Corona.
Gli anelletti d'oro (annulets or): Gli anelli d'oro alle orecchie e alle braccia (armille) hanno un doppio significato. Da un lato, indicano lo "stato esotico" e la ricchezza delle terre d'origine dei prigionieri, dall'altro sono un riferimento decorativo e simbolico alle catene e alle ricchezze (l'oro della Guinea) che Hawkins aveva "incatenato" e portato in patria.
In sintesi, il cimiero è un'autocelebrazione del potere di coercizione e della mercificazione umana, elevati a gesta eroiche degne di nobiltà.
4. Valutazione Politica e Impatto Culturale
La legittimazione della Tratta: Questo stemma è la prova tangibile di come la tratta degli schiavi non fosse un'attività marginale o illegale, ma un'impresa altamente onorata, finanziata e protetta dallo Stato elisabettiano. La regina stessa era un'azionista investitrice nelle spedizioni di Hawkins.
La propaganda nazionale: Mostrare un prigioniero africano nel cimiero serviva a proiettare l’immagine di un’Inghilterra forte, globale, capace di strappare risorse e territori all'influenza cattolica della Spagna e del Portogallo. Lo stemma diceva al mondo: "Noi dominiamo i mari, sottomettiamo i popoli e accumuliamo oro".
Il dibattito contemporaneo: Nei secoli successivi, i discendenti di Hawkins e gli storici hanno spesso discusso di questo stemma. In epoca moderna, è diventato un simbolo cruciale per lo studio del colonialismo e della memoria storica britannica. Se nel Cinquecento rappresentava il "coraggio" di un esploratore che sottometteva mondi sconosciuti, oggi è analizzato come una delle prime e più esplicite manifestazioni visive della violenza coloniale e del commercio di vite umane legalizzato dal potere regio.
Stemma dell'ammiraglio Sir John Hawkins