Di Parsival - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41949021
Blasonatura
Arma: di rosso a due spade d'argento all'elsa d'oro incrociate in decusse caricate da una foglia di palma verde
Esegesi
La scelta del remo costituisce il passaggio esegetico più raffinato dello scudo, poiché agisce su due livelli di lettura paralleli:
Il dato topografico: Il confine settentrionale del quartiere è fisicamente abbracciato dal grande meandro del fiume Tevere (nell’area dell’Acqua Acetosa, scendendo verso i Monti Parioli). Il remo ancorava idealmente il quartiere alla sua sponda fluviale, storicamente vissuta dai barcaioli e dai traghettatori (scafuoli).
La sublimazione socio-culturale: All’inizio degli anni '20, l'ansa tiberina dei Parioli stava diventando il polo d’elezione del canottaggio romano e delle sedi dei circoli nautici storici (come il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo o l'Aniene). Il remo opera qui una fondamentale transizione semantica: trasforma lo strumento della fatica fluviale popolare in un attributo di diporto aristocratico, suggellando visivamente la vocazione elitaria a cui il quartiere era stato destinato dai nuovi piani regolatori.
Nei codificatori del 1921 la palma assolve la sua primaria funzione iconografica di attributo del martirio. Il sottosuolo dei Monti Parioli custodisce infatti il fondamentale nucleo archeologico delle Catacombe di San Valentino (lungo l'attuale Viale Maresciallo Pilsudski), oltre ad antiche memorie cimiteriali scavate nel banco tufaceo della collina.