REGISTRAZIONE N. 1096
DATA DI REGISTRAZIONE
3 luglio 2026
INTESTATARI
Conti di Huntingdon (William Edward Robin Hood Hastings-Bass, 17° conte di Huntingdon)
STEMMA
Scudo: gotico
Arma: d’argento, alla manica maltagliata di nero
Corona: da conte britannico
Elmo: da conte inglese
Cercine e lambrecchini: d’argento e di nero
Cimiero: una testa di toro di nero, cornato d’oro.
Supporti: due leoni guardanti d’oro
Terreno: un prato fiorito
Motto: IN VERITATE VICTORIA
Tra il XII e il XIV secolo, gli abiti femminili dell'alta aristocrazia prevedevano maniche ampie, staccabili e dotate di un lungo pendone terminale (il polsino esageratamente allungato verso il basso). Era consuetudine diffusa che una nobildonna donasse la propria manica scucita come pegno d'amore o di favore cortese al cavaliere prescelto prima di una giostra. Il cavaliere fissava la manica all'elmo o alla lancia, facendola sventolare al galoppo.
I primi Hastings — in particolare attorno alla prima metà del XIII secolo (la manica di rosso su campo d'oro è documentata nei rotoli d'armi del tempo di Enrico III, come il Glover's Roll per Henry de Hastings, m. 1269) — stabilizzarono questo simbolo effimero da torneo trasferendolo definitivamente sullo scudo, celebrando così la devozione cortese, la fedeltà coniugale o il prestigio di un'alleanza matrimoniale particolarmente illustre.
Arthur Charles Fox-Davies in "A Complete Guide to Heraldry" (1909), nella sezione dedicata al vestiario e alle figure artificiali analizza minuziosamente la maunch, spiegando in dettaglio come le maniche femminili staccabili del XIII e XIV secolo venissero legate agli elmi o alle lance nei tornei, passando gradualmente sullo scudo, e indica gli Hastings (insieme ai Mohun, ai Conyers e ai Wharton) come gli esempi capostipiti del suo utilizzo.