REGISTRAZIONE N. 1108
DATA DI REGISTRAZIONE
16 luglio 2026
FAMIGLIA
Dalla Valle
PROVENIENZA
San Pietro Mussolino (Vicenza)
STEMMA
Arma: d’azzurro, a due scogli di tre vette d’oro, ordinati in fascia, sormontati da tre stelle a sei punte dello stesso, ordinate in palo.
Ha diritto allo stemma Andrea Zompero di Piana, già Xompero "Venexiani", diretto discendente di Antonia Dalla Valle sposa di Giovanni Antonio Xompero, figlio di Antonio (1661- 31 marzo 1733) fu Matteo,
DOCUMENTI PRESENTATI
Stemma, reperto (altare di S. Antonio della chiesa di San Pietro Vecchio di San Pietro Mussolino)
Documentazione storico-araldica e nota genealogica sulla famiglia Dalla Valle di San Pietro Mussolino
Premessa storica e radicamento territoriale
La famiglia Dalla Valle figura tra le casate di particolare rilievo nel territorio di San Pietro Mussolino, distinguendosi per una significativa disponibilità economica e un ruolo attivo nella vita sociale e religiosa locale tra il Settecento e l'Ottocento. Il loro peso socio-economico emerge chiaramente dalla stima del 1720, redatta dal notaio Gio Michele Cortivo, che informa come il patrimonio di Lodovico Dalla Valle consistesse in un complesso articolato: un appartamento di case a copo, con ussi e finestre, camino da fogo e secchiaro, forno, pozzolo, con suo fienile annesso, porticalle, cortivo e transito, con caneva vecchia, ara, orto tutto annesso con li suoi cortivi cinti da muro, in tutto di stanze 20 (venti) poste in pertinenze di San Pietro Mussolino in contrà della Valle del valore di 1200 Ducati.
La famiglia possedeva inoltre terra in loco della Pracha appresso la strada e i beni dal Merzo, una pezza di terra boschiva con castignare e cantilli da fabbrica nel loco dei boschi dal lago, confina di sopra con quelli del Bertocho e di sotto la corona dei cengi, una boschiva nel loco del Grancogol che confina di sopra la strada comune e di sotto la Val Angola. Ulteriori terreni erano situati alla Laita, al Motto e al Merzo. Nel loco della Risa, oltre il fiume, possedevano terre arative con maronari e castegnare con un cason coperto a paglia, una prativa con l'arzene del fiume Chiampo, con la roza per dentro, detta il prà del Molin grande che arrivava fino alla Val Angola, ed altra terra arativa nel loco dei Frati che confina con la strada che và al Cortivo, con dentro un vaioletto.
L'altare di Sant'Antonio e l'opera di Don Gio Antonio Dalla Valle, fu Giacomo
Il prestigio della famiglia Dalla Valle è storicamente certificato dal loro mecenatismo religioso, fulcro del quale è l'altare dedicato a Sant’Antonio da Padova. Sul finire del Seicento, il reverendo don Gio Antonio Dalla Valle, figlio di Giacomo, si distinse come promotore di ferventi iniziative. Il 22 dicembre successivo, il rettore don Bartolomeo Dall’Ava elencava gli arredi preparati per l'altare dal reverendo don Gio Antonio Dalla Valle, fu Giacomo, e cioè una lampada di ottone nuova per illuminarlo, quattro candelieri nuovi sempre di ottone, quattro cherubini nuovi indorati con le loro palme per i giorni di festa e in più quattro palme di seta per i dì feriali, una croce di ottone nuova, il sacro convivio nuovo con due cartelle del lavabo... tutto bellissimo per le feste, e un altro sacro convivio per i giorni feriali, una cerata di tela sopra la pietra sacra lunga a coprire tutta la mensa dell'altare, sei tovaglie di "renso" fornite con "lavori" per le feste e sei tovaglie di lino fornite con merli per i dì feriali, due cuscini di seta a fiori per le feste e due cuscini di "coridoro" nuovi per i giorni feriali, una tenda nera per coprire l'altare il giorno della Passione, una tovaglia roana per coprire l'altare per preservarlo dalla polvere ed un campanello per l'elevazione della Sacra Ostia. Don Bartolomeo attestava "haver fatto il medesimo dalla Valle un altare tutto di pietra machiato con pietre di marmo, nella mensa una pietra sacra nova" ed infine "esser un altare bellissimo tuto ben provisto di tuto quello bisogna". L'altare, fabbricato con la pietra dura bianca delle cave di San Pietro Mussolino, viene descritto come un'opera che "viene pulita e lavorata come il marmo". È ai piedi di questa struttura che si conserva l’antico polittico recante lo stemma della famiglia, testimonianza visiva che corrobora l'identità del casato.
Ipotesi di connessione araldica con i Conti Valle
Nel contesto di una ricerca volta al riconoscimento araldico, appare di fondamentale interesse analizzare una possibile, seppur attualmente ipotetica, linea di parentela con la nobile casata dei Conti Valle. Tale congettura si fonda su riscontri araldici di rilievo: entrambe le famiglie presentano, nei rispettivi stemmi, la figura dei due scogli a tre vette d’oro. A supporto di questa visione, occorre considerare la contiguità geografica e il controllo del territorio: i Conti Valle esercitavano il proprio dominio in qualità di Conti di Bolca e Vulpiana, località situate in posizione sovrastante San Pietro Mussolino. Tale vicinanza spaziale, unita alla sovrapponibilità di elementi iconografici araldici, suggerisce che le due famiglie potessero, in un passato remoto, essere legate da un vincolo di consanguineità.
Considerazioni conclusive
La famiglia Dalla Valle rappresenta un esempio emblematico di ceto notabiliare che ha saputo imprimere un segno indelebile nel paesaggio di San Pietro Mussolino. La memoria storica locale tramanda che i Ronda, padroni di tutta la Vallangola e della Val dell’Orco fino al Cortivo, portassero il nome Dalla Valle e fossero due fratelli, proprietari rispettivamente della parte destra e della parte sinistra della valle, confermando la centralità della stirpe nel controllo dei beni fondiari. La documentata cura verso le proprietà di Contrada Ronga e il costante impegno verso le opere di culto elevano la storia dei Dalla Valle a una dignità che giustifica pienamente il richiesto riconoscimento araldico.
Dott. Andrea Zompero di Piana, già Xompero "Venexiani" Castelgomberto, il XVI Luglio MMXXVI