CENNI STORICI
Il percorso storico mostra una forte continuità materiale: la superficie tessile serve a portare segni. Nel Medioevo gli emblemi passano da scudi e stendardi a surcot, tabardi e jupon; nel Rinascimento confluiscono in sete, velluti, panni di stato, abiti di corte e apparati nuziali; nella prima età moderna sopravvivono in livree, ricami, insegne di ordini e abiti cerimoniali; nel XIX e XX secolo rinascono come revival medievale, Gothic Revival, Arts & Crafts, national style e, poi, come brand heritage; oggi riemergono in forme neo-araldiche nel lusso, nello street-luxury e nel branding cross-category. La distribuzione geografica non è omogenea. In Europa occidentale l’araldica è storicamente istituzionalizzata; nel Regno Unito il sistema araldico resta formalmente vivo e alimenta sia l’immaginario della corte sia la sua riscrittura fashion; in Italia il rapporto passa dalle sete armoriate e dalle culture di corte al lusso novecentesco e contemporaneo; negli Stati Uniti il crest è reso pop e aspirazionale dal linguaggio prep, universitario e sportivo; in Giappone i kamon svolgono funzioni analoghe di lignaggio, cerimonialità e riconoscimento sui kimono e su altri supporti, pur appartenendo a una genealogia visiva distinta da quella armoriale europea.