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Realizzazione di loghi e marchi in forma di pittogrammi, diagrammi, ideogrammi, monogrammi e logotipi
I pittogrammi sono dei segni grafici che rappresentano in maniera stilizzata un elemento reale e riconoscibile, come un animale, una pianta, una persona o un oggetto.
Può essere compreso anche senza leggere il nome dell’organizzazione.
Esempi pratici
la mela morsicata di Apple;
l’uccello utilizzato storicamente da Twitter;
il coccodrillo di Lacoste;
il giaguaro di Jaguar;
il cavallino rampante della Ferrari;
il leone raffigurato in molti marchi automobilistici, istituzionali e araldici.
Differisce da un’emblema araldico quando è multicolore, con ombre e sfumature e quando è un’esecuzione grafica “congelata”, concepita per essere riprodotta in modo meccanicamente identico.
Il diagramma, nella classificazione dei marchi, è un segno prevalentemente astratto, geometrico o costruito attraverso rapporti tra forme.
Non raffigura necessariamente un oggetto reale. Comunica attraverso:
linee;
cerchi;
triangoli;
quadrati;
intrecci;
moduli geometrici;
forme dinamiche;
rapporti di simmetria.
Il significato viene attribuito alla forma dal progetto grafico e dall’identità dell’organizzazione.
Esempi pratici
le tre losanghe di Mitsubishi;
i quattro anelli intrecciati di Audi;
il simbolo geometrico di Adidas;
il segno curvilineo di Nike, chiamato Swoosh;
la figura astratta del marchio Airbnb;
alcune versioni del simbolo di Pepsi.
Il simbolo di Nike, per esempio, non è la rappresentazione precisa di un oggetto. È una forma astratta che suggerisce movimento, velocità e slancio.
Esempio applicato a uno studio arald
Un ideogramma è un segno grafico che rappresenta direttamente un’idea, un concetto o un valore astratto, anziché raffigurare semplicemente un oggetto concreto. In altre parole, il segno non indica soltanto ciò che mostra, ma assume un significato simbolico convenzionale.
Nike (Lo “Swoosh”): Creato nel 1971 da una studentessa (Carolyn Davidson) per soli 35 dollari, è forse l’ideogramma più famoso al mondo. Non rappresenta un “baffo”, ma evoca l’idea di movimento, velocità e fluidità. È ispirato all’ala dell’omonima dea greca della vittoria (Nike, appunto).
Toyota (Le tre ellissi): Introdotto nel 1989, è un capolavoro di sintesi. I due ovali interni e perpendicolari rappresentano il cuore del cliente e il cuore dell’azienda che si sovrappongono, a simboleggiare fiducia reciproca. Insieme formano una “T”. L’ovale esterno più grande rappresenta il mondo intero che abbraccia il brand.
Il logotipo è il nome di un’impresa, di un ente o di un prodotto scritto con una particolare elaborazione tipografica e non viene registrato da solo.
La sua identità dipende da:
In questo caso, il nome stesso diventa il marchio.
Mentre l’araldica definisce l’idea di un simbolo lasciando libertà al tratto dell’artista, il logo è un’esecuzione grafica “congelata”, concepita per essere riprodotta in modo meccanicamente identico su miliardi di schermi in tutto il mondo
Molti marchi contemporanei non appartengono a una sola categoria, ma combinano più elementi.
Per esempio:
Quando il simbolo e il nome sono riuniti in un’unica composizione si parla generalmente di marchio combinato.
Per ogni logo è previsto il manuale di immagine coordinata, ovvero:
1. l’identità del marchio, ovvero l’identità visiva
2. il marchio principale che descrive la configurazione istituzionale principale
3. le palette cromatiche
4. la tipografia istituzionale